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sette degli orali. I paradigmi, oddio non li ho fatti, e giù la mattina seduto sulla panchina di cemento, dietro la scuola a farli in fretta e furia. Mi ricordo anche di un professore di disegno, che intravide in un mio acquerello, un qualcosa che io non vedevo, che mi fece partecipare e classificarmi secondo ad un concorso di pittura sull'Odissea di Omero. Io dipinsi un Ulisse che insieme ai suoi prodi trafiggeva un grossissimo Polifemo con una trave appuntita mentre nell'angolo dell'antro in cui viveva, si notava tutto il suo gregge belante. E' stata forse la prima e ultima volta in cui io partecipai ad una gara di pittura. Ricordo anche un professore di ginnastica che ci faceva fare delle interminabili partite a palla a volo nello stanzone che era sotto la gradinata del vecchio stadio alla Civitella. Erano le medie una tappa necessaria per poter frequentare l'Industriale, il mito di allora e di poter prima o poi andare a lavorare all'ENI. Quanti ricordi in quello stadio dove, di nascosto dei miei mi facevo quattro chilometri a piedi, la domenica pomeriggio, per andare ad assistere alle partite del Chieti, i fatidici nero verdi che allora giocavano in quarta serie. Guardavo e vivevo la partita, il campo bello levigato e innaffiato, allora non esisteva l'erba, con le righe bianche a delimitare le aree, e Paradiso la mitica ala destra, il numero 7 per eccellenza, che con la sua velocità e i suoi dribling ridicolizzava i terzini avversari. Per non parlare di Rosati I stopper vecchia maniera, con un rilancio di palla che andava da un lato all'altro del campo e Rosati II, terzino di fascia che si incollava al suo avversario e non gli faceva toccare mai palla. Si quello stadio che poi ho calcato anch'io, giocando prima col Chieti Scalo e poi con la Teatina, il torneo
un po il confessore, colui che conosceva le famiglie e le storie delle stesse. Dava medicinali e consigli talvolta indulgendo alle credenze popolari, anche perchè una convinzione forte sa fare talvolta meglio di una pillola in più. E tra le credenze c'era quella che voleva derivante dall'intestino tutto ciò che di patologo si manifestasse. Come dire che un buon purgante non si negava a nessuno. Nella farmacia si distribuiva Penicillina per i malati di sifilide, allora non c'era l'AIDS ma i pericoli per l'uccello erano lo stesso in agguato. Si distribuiva anche Eroina ai malati di Tisi. Eroina legale, si intende, usata per calmare la tosse degli ammalati. La si somministrava in gocce, erano tutti drogati, ma non succedeva niente in quanto il "farmaco" era un prodotto purissimo e nessuno soffriva di crisi da astinenza. Questo succedeva l'altro ieri e pare già un secolo, ma chi ha voglia oggi di stare a leggere queste vecchie storie ? Gli adulti preferiscono dimenticarle, perchè oggi hanno altri problemi, meno materiali ma che scavano di più. Da noi non c'è più lo spettro della fame e nemmeno urlano più le sirene ad annunciare il passaggio degli aeroplani da guerra eppure la gente soffre di stati ansiosi. E' impressionante
Chieti Scalo
vedere l'elenco che indica la quantità dei tranquillanti venduti ogni mese, un trend che non ammette requie e che si adegua alla situazione generale delle città, piccole o grandi che siano. Si salvano ancora i piccoli paesi solo perchè lì la vita riesce a tirare ancora il freno. Tomassetti, oggi ha una sua teoria, dice che gran parte dell'ansia dipende dai sensi di colpa legati all'organizzazione familiare, figli che reclamano eccessi d'indipendenza e uomini che non trovano un posto dove invecchiare in pace. In mezzo una generazione oppressa dal lavoro, tirata per la giacca dal passato e dal presente, incapace di ritrovare la giusta collocazione in equilibrio tra vecchio e nuovo.
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